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Recensioni dell'artista Augusto Bianchet

    La straordinaria espressione artistica del Maestro Augusto Bianchet infonde in chi guarda una enfasi pittorica riccamente intrisa di quotidiani ricordi.

    L'artista riesce, con eccezionale spontaneità, a trasmettere sentimenti di innata razionalità che pervadono l'animo umano, inebriandoci con scorci di vita ormai sbiaditi e confusi nel tempo, facendoli riemergere con lucidità e chiarezza attraverso una ridondante tavolozza.

    L'individuo, che nasce bambino e catalizza in sè i primi istanti della vita e il bello che lo circonda, si riscopre uomo che ha attraversato il mondo troppo in fretta.

    Il mondo è divenuto vecchio per l'uomo che desidera tornare bambino, pertanto l'obbligata condizione di affidarsi al trascendentale cospetto di colui che è maestro, compagno e giudice ci impone di ricordare la nostra esistenza. Ed è tutto ciò che il Maestro Bianchet ci traduce, con una sapiente espressività di colore e stile, coinvolgendo l'osservatore, trascinandolo virtualmente in un mondo ideale e magico che contraddistingue la primavera umana.

    Un grazie doveroso ad Augusto per la grande capacità emozionale che riesce a trasmettere con la sua pittura.

    Con profonda ammirazione.

    A. Cadonici


    Augusto Bianchet il realista

    L'anima delle cose in Augusto Bianchet è semplice e immediata. Rifuggendo da intellettualismi fuorivianti, Bianchet predilige il disegno, all'interno del cui contorno il colore prende forma flessibile ma realistica.

    Il mondo è quello che si vede, psicologismi e anfratti della coscienza non sono di Bianchet che comunque non vedo assolutamente avulso da simbolismi e domande esistenziali, nonostante l'evidenza del narrato.

    Questa la vera essenza di questa pittura, il narrato, il detto,l'accentuato e il ricordato.

    Un paesaggio è un narrato, una storia che si esprime sulla tele, che si distende tra colori e segni, come un racconto.

    Il detto è l'oggetto in primo piano che si lascia cogliere nella sua interezza materica, solida.

    L'accentuato è il detto e affermato con forza, ribadito, l'oggetto che viene proposto in una sorta di primo piano, per cui qualche volta in questa produzione mi pare di assistere ad un progressivo avvicinarsi all'oggetto, la sua lontananza fredda diventa in questo percorso di avvicinamento sempre piu' interno all'occhio di chi guarda.E allora la pittura è anche ricordo.

    La semplicità compositiva non mi sembra semplicistica ma mi pare favorire l'avvicinamento dell'occhio comune alla tela, quindi all'oggetto rappresentato.

    Questo narrare con il colore e il segno mi pare suggerire il sogno di una cosa di pasoliniana memoria, la cosa è sognata, ma è reale, oggetto, consistenza, peso, significato.

    Vito Sutto 


    "L'uomo si guardò allo specchio e di domandò : Chi sono io? Il suo volto gli sorrise e disse: non tradire te stesso, dipingi e guarda, la tua anima si svelerà.

    Il coraggio di rivelarsi attraverso una tavolozza che colora le stagioni della vita ripercorrendo monti, vallate, poi giù fino al mare senza mai volgersi indietro, lasciando a chi ci guarda, l'evanescente bellezza del tempo che fugge ma non cancella.

    La straordinaria capacità pittorica del Maestro Augusto Bianchet è tutto questo, colori luoghi, sensazioni che inducono alla serenità e stimolano l'innata consapevolezza dell'anima".

    A.Cadonici